Posts Tagged ‘franz kafka’

RULES OF ATTRACTION

dicembre 29, 2012

29-12-2012, fra le 11.46 e le 11.48 A.M.

Sto leggendo una lettera di Kafka a Felice del 20 aprile 1915 in cui scrive “Quando entrò, lei era meravigliosa in quell’abito azzurro, ma il bacio non era puro, né dato né preso. Non dato, poichè egli non aveva alcun diritto a quel bacio; il fatto che la amava non gli conferiva ancora questo diritto; il fatto che la amva avrebbe dovuto vietargli quel bacio”. Mentre leggo controllo il mio twitter e ne trovo uno di Bret Easton Ellis “Finally found. The uncut suicide scene that got slapped with a US NC-17 in 2002: The Rules Of Attraction“, col link della sequenza, che apro e guardo (Kafka aggiunge: “Dove infatti la voleva portare? Dove andava lui stesso?”):

 

 

Mentre guardo penso a due appunti che dovrei sviluppare per una cosa che sto scrivendo che si intitola “Una Strada per il domani”; penso a un twitter da scrivere sui miei tre film di (questo) Natale: Eyes Wide Shut, They Live, Bram Stoker’s Dracula; penso che mi devo fare la barba e la doccia e poi partire per il Festival dei Corti a Capalbio (dove, pare, mi attendano: ma chi?). “In seguito agli sforzi comuni dei genitori…”, riprende Kafka, e mi viene in mente l’introduzione a I Passages di Parigi di Benjamin che ho interrotto ieri sera (il libro è aperto sul segno alla mia sinistra). Guardo l’orologio, sono passati due minuti: comincio a riscrivere gli avvenimenti sul mio blog.

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SCRIVERE

ottobre 16, 2012

Al simpaticone che si è (immagino molto) divertito a hackerare questo blog:

“Scritto male senza arrivare veramente nella zona libera della vera e propria descrizione che ti stacca il piede dal fatto vissuto”

F. Kafka, Diari, 20 ottobre 1911

LA ZONA LIBERA

luglio 19, 2012

L’unica cosa di cui mi dovrei davvero occupare, sapendo che ne morirei:
[…] Arrivare veramente nella zona libera della vera e propria descrizione che ti stacca il piede dal fatto vissuto.

(Franz Kafka, 20 ottobre 1911)

UN ARTISTA DEL DIGIUNO

febbraio 26, 2010

Un Kafka radicale per i radicali.

Incipit di Un artista del digiuno di Franz Kafka:

“Negli ultimi decenni l’interesse per gli artisti del digiuno è alquanto diminuito. Mentre una volta valeva la pena allestire grandi spettacoli di questo genere in proprio, oggi è del tutto impossibile. Erano altri tempi. A quell’epoca tutta la città si interessava all’artista del digiuno; a ogni nuovo giorno di digiuno la partecipazione cresceva; tutti volevano vedere l’artista almeno una volta al giorno; negli ultimi giorni c’erano abbonati che sedevano giornate intere davanti alla piccola gabbia con le sbarre; le visite si tenevano anche di notte, alla luce delle fiaccole per aumentare l’effetto; col bel tempo la gabbia veniva trasportata all’aperto, e allora era soprattutto ai bambini che si mostrava l’artista; se per adulti era spesso solo un divertimento cui partecipavano perchè era di moda, i bambini guardavano stupefatti, a bocca aperta, tenendosi per la mano per sicurezza, mentre egli, pallido, nella maglia nera, con le costole che sporgevano in modo impressionante, disdegnando perfino una sedia, stava sulla paglia sparsa qua e là, rispondeva alle domande a volte con un cenno cortese del capo, a volte con un sorriso forzato, e allungava anche il braccio attraverso le sbarre per far palpare la propria magrezza, ma poi tornava a sprofondare completamente in se stesso senza occuparsi più di nessuno, neppure del battito dell’orologio, così importante per lui, unico arredo della gabbia, limitandosi a guardare davanti a sé con gli occhi semichiusi e a sorseggiare di tanto in tanto un goccio d’acqua da un minuscolo bicchierino per inumidirsi le labbra. […] ”

(di recente ripubblicato presso Quodlibet)