SCRIVERE (5)

novembre 22, 2012

Malinconia per l’energia perduta di quando scrivevamo la notte con la musica altissima senza guardare l’ora fino alle prime luci del mattino. Ora che riusciamo solo di primo mattino nel silenzio cercando solo il rumore delle parole, è chiaro, è cominciata la vecchiaia, che ci porterà cose migliori, ma che non resteranno. Ti inseguirò, fiume!

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DISTANZA (SCRIVERE 4)

novembre 18, 2012

Tutte le volte che si misura la distanza dal mondo, si torna coi piedi per terra. Si cade, è vero, ma è la buona strada.

PENSARE

novembre 17, 2012

Scrivi di meno, pensa di più (quindi scrivi).

SCRIVERE (3)

novembre 8, 2012

Qualcosa che, distaccandosene, e cancellando soprattutto la necessità (non l’intenzione, che, averla, suonerebbe già tutto falso) del distacco, rispetti la realtà (soprattutto se non esiste).

SCRIVERE (2)

ottobre 17, 2012

Ma se si decide di scrivere un romanzo che ha fermamente bisogno di una luce fatta d’alba e di pioggia, cos’altro si può fare, visto che invece si susseguono giornate di sole (anche le trombe d’aria, avvilite dall’orrenda comunicazione che le annuncia come al giorno d’oggi annuncia qualsiasi cosa, dal particolare sandaletto indossato dall’attrice famosa a una guerra, deviano percorso e passano a largo), se non girare in tondo per la propria stanza all’infinito e battere i piedi con le mani dietro la schiena?

SCRIVERE

ottobre 16, 2012

Al simpaticone che si è (immagino molto) divertito a hackerare questo blog:

“Scritto male senza arrivare veramente nella zona libera della vera e propria descrizione che ti stacca il piede dal fatto vissuto”

F. Kafka, Diari, 20 ottobre 1911

UN SOGNO

ottobre 9, 2012

Mi trovo in un’aula e aspetto il verdetto. Siamo in molti, c’è anche una persona che conosco benissimo. Appare un tizio che spiega come gli scritti abbiano tutti risposto bene ai parametri richiesti, tranne due. Poi fa il nome dei due che non ce l’hanno fatta, il secondo nome è il mio, e quando lo sento capisco d’improvviso che il primo è  non altro che l’anagramma del mio nome. A questo punto, fa il tizio, siamo costretti a scegliere. Ci viene assegnato un nuovo compito, dobbiamo scrivere un saggio sul regista cileno Raul Ruiz. Mi metto a pensare e butto giù qualcosa, con l’ombra del mio anagramma che mi lavora accanto. Scrivendo mi si chiarisce nella mente in un lampo tutto il saggio per intero, e allora perdo interesse, mi annoio, decido di alzarmi per andare in bagno. Mentre piscio, mi sveglio.

DUE POESIE DUE

settembre 21, 2012

1.

Morte

Avvisaglia

Elettrica

2.

Un bambino dice

Tutto va via

Ripete severo

Tutto va via

A CICLO CONTINUO

settembre 16, 2012

Notevole. Soprattutto quando ti guardano…

 

NOTTE A VENEZIA (6)

settembre 11, 2012

Mi sono messo tutto alle spalle. Giuro.