Archive for the ‘Altrove’ Category

POESIA

marzo 8, 2013

Caduchi messaggi

Brevi massaggi

Incerti missaggi

Volatili miraggi

Stanchi monitoraggi

Fragili ammaraggi

 

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UN SOGNO

ottobre 9, 2012

Mi trovo in un’aula e aspetto il verdetto. Siamo in molti, c’è anche una persona che conosco benissimo. Appare un tizio che spiega come gli scritti abbiano tutti risposto bene ai parametri richiesti, tranne due. Poi fa il nome dei due che non ce l’hanno fatta, il secondo nome è il mio, e quando lo sento capisco d’improvviso che il primo è  non altro che l’anagramma del mio nome. A questo punto, fa il tizio, siamo costretti a scegliere. Ci viene assegnato un nuovo compito, dobbiamo scrivere un saggio sul regista cileno Raul Ruiz. Mi metto a pensare e butto giù qualcosa, con l’ombra del mio anagramma che mi lavora accanto. Scrivendo mi si chiarisce nella mente in un lampo tutto il saggio per intero, e allora perdo interesse, mi annoio, decido di alzarmi per andare in bagno. Mentre piscio, mi sveglio.

A CICLO CONTINUO

settembre 16, 2012

Notevole. Soprattutto quando ti guardano…

 

CANNES 2012: IL PALMARES

maggio 28, 2012

Immagino di essere impopolare, ma quando penso a un cinema contro il cinema, lontano dalla vita, disumanizzato mi vengono in mente Haneke, Vinterberg, Garrone, Reygadas, Loach: ebbene è questo il tipo di cinema che viene premiato. La vita è altrove.

INTERMEZZO: POESIA

aprile 12, 2012

A lungo ho dibattuto

sul bel prato,

vorrei essere vorrei essere

e invece sono stato.

THE OTHER SIDE OF THE WIND

aprile 5, 2011

Inediti ovvero quello che non vedremo mai. Per esempio questa opera ultima di Orson Welles, di cui esisono brevi lancinanti frammenti, mentre il resto è bloccato da mille peripezie giudiziarie sugli aventi diritto.

Sinceramente non c’è nient’altro che vorrei vedere.

FUORI DAL TUNNEL (UN BACIO)

novembre 24, 2010

2×2 EMANAZIONI (DA ANNE SEXTON)

ottobre 25, 2010

1.

2.


LEOS CARAX: NAKED EYES

ottobre 17, 2010

IL CASO DELLA RAGAZZA DI LUCE DI BANGKOK

ottobre 10, 2010

La ragazza di luce di solito compariva al crepuscolo, la mano molle sui capelli e il seno morbido intravisto appena dalla camicina semiaperta. Questa ragazza tenue e rosa, che aveva avuto il coraggio di rifiutare la bella stanza arredata, un figlio da accudire, il negozio da abbellire, l’immagine dell’immagine di sé quel dato momento. Brutta storia. La sua soffice sapienza di donna liberava ora raggi solari sulle linee verticali dello scheletro grigio della città. La popolazione, aggredita dalla luce, impazziva, non più capace di sostenere il ronzio del bel volto lassù.

Nello scricchiolio degli arti ferrosi la ragazza sollevava gli occhi a planare incuriosita oltre la scossa dei cittadini in preda al panico. Bisognava fermarla. Il compito fu assegnato all’agente Jack. Jack attese sul bordo del precipizio. Jack guardò nel fondo. Bianchi mostri alati lenti sull’asfalto. Farfalle su trampoli guidate dal veliero bianco. Nell’aria pioggia di ostie e fiori di loto, a destra rotanti sfere di metallo dorato, oltre il confine echi di guerra. A quel punto gli dissero solo di aspettare. Occhi di plastica, colori falsi e nazionalità inesistenti, grandi ali forate, scratch dell’insetto mixer. Lontane voci di medusa sbiadita sembravano incontrare il vento e le nuvole (lei lassù, leggiadra, capelli mossi piano piano).

Jack elaborò una prima contromisura. Servirsi di tassisti confidenti. Uno, entusiasta, in fuga dal Bangladesh, gli indicò l’afflusso di prostituzione russo cinese thai. Fontane al neon, piedi nudi sullo xilofono. Il canto della ragazza piegava il mondo in una curva incerta. Cosa chiedere a tutta questa sospensione. Le farfalle saltarono e sfrigolarono sulle corde elettriche. Il funzionario (palpebre sbattute) gli passò una nota: “Far credere a tutti che la vita sia un carnevale”. Jack lesse fra le righe e iniettò il nuovo virus (piccole farfalle senza voce, quanto ancora volerete cercando gli occhi dell’umano). Ci fu un riverbero ovunque, da Teheran a Dubai le donne gettarono via i niqab e applicarono sul volto maschere stilizzate con strisce di ferro sugli occhi e sulla bocca. La terra tremò. La ragazza di luce sbandò stupita e si sciolse in una inutile pozza verde. I contagiati ripresero la via di casa. Jack comunicò con il Comando. “Virus in circolo. Diffusione verso completamento. Parto”. (Bangkok alle spalle in avvilente tremolio).