Archive for settembre 2012

DUE POESIE DUE

settembre 21, 2012

1.

Morte

Avvisaglia

Elettrica

2.

Un bambino dice

Tutto va via

Ripete severo

Tutto va via

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A CICLO CONTINUO

settembre 16, 2012

Notevole. Soprattutto quando ti guardano…

 

NOTTE A VENEZIA (6)

settembre 11, 2012

Mi sono messo tutto alle spalle. Giuro.

NOTTE A VENEZIA (5)

settembre 6, 2012

Alla luce delle candele sono rimasto chiuso in casa. Poichè non mi fidavo della mia stessa ombra, ho fatto un controcampo. Ma all’esterno era tutto un abisso di riflessi. Sono venuti a riprendermi i miei amici, mi hanno detto che c’era un film da vedere. Il bello addormentato.

NOTTE A VENEZIA (4)

settembre 5, 2012

Volevo staccare la spina, ma il territorio ha richiesto nuove mappe, linee e fortificazioni contro l’invasore, amori improvvisi e telefonate anonime. (Rivendicare un cinema per la generazione più anti-cinematografica dei college fuck fest. Cantaci una canzone d’amore allegra e triste. Ve ne canterò una di una grande artista, Britney Spears). Ma che è successo? Ho visto un’ombra.

NOTTE A VENEZIA (3)

settembre 4, 2012

Non è che non creda al futuro, o che non pensi sia necessario comprendere il passato, o che non sappia cos’è l’odierno fatale presente: è che ti ho rivista, sono ancora innamorato di te, ma nessuno lotta più.

NOTTE A VENEZIA (2)

settembre 4, 2012

Rossa ubriacatura, mi hanno salvato l’aria fresca e gli spruzzi sul vaporetto notturno. Poco prima, in sala, ero stato costretto a abbandonare due volte un finalmente bel film italiano girato in Texas. La nausea, per una volta, non era colpa del film.

NOTTE A VENEZIA

settembre 1, 2012

I film mi rimangono alle spalle (qualcuno, più insistente, mi gratta sul collo). Stanotte un amico ha avuto una colica renale. Ma se chiami il pronto soccorso a Venezia, arriva un vaporetto? Ti danno appuntamento sul molo? La guardia medica, al telefono, ci trova piuttosto una farmacia di turno in zona. Sono le 3.30 quando mi tiro su il cappuccio e mi incammino nelle strade deserte. C’è un’amica con me, mentre il malato ci aspetta piegato in due a casa. La farmacista ci risponde assonnata e ci mette un po’ a accendere le luci e ascoltarci. Nella piazzetta vuota vuota in cui aspettiamo ci fa compagnia l’urlo prolungato di una donna in orgasmo, che non riusciamo a capire da quale finestra provenga. Chiunque la stia montando fa l’unico altro rumore, come uno stantuffo, tum tum tum tum.