CITTA’ D’ORIENTE (romanzo inedito) [18]

Lontano divenne una misura incalcolabile. I funzionari assiepati nei sotterranei del Comando avevano dovuto presentare decine di certificati medici per partecipare al processo contro l’agente traditore. I più rinunciarono ancor prima di essere convocati, mentre molti altri furono costretti dalle circostanze e morirono firmando carte d’entrata. Ecco perchè la condanna di Jack poteva dirsi scontata (lettera di un funzionario pervenuta alla Segreteria Generale: “Neppure per Jack sono disposto a lasciare questa dorata solitudine nell’avamposto assegnatomi, le verdi pianure e la steppa vuota…”, colpo di tosse sul ventre nudo e rosa della ragazza con la schiena arcuata sulla parete gelata, pelle d’oca sulle braccia, ma lei sorrise impertinente quando vide i capezzoli indurirsi sotto la pioggia di microbi invisibili, il funzionario esplose l’orgasmo in un colpo di tosse e si dissolse nella bava del desiderio).

Il reporter scelto provò anche stavolta a descrivere il paesaggio, a fornire le coordinate visive e geografiche della riunione. “Una grande bolla galleggiante con l’acqua al posto dell’ossigeno… Miei cari lettori, il vostro vecchio e fedele reporter è stato bendato per tutta la durata del viaggio e ora è costretto a tentare una respirazione aliena. Ho perso le speranze di intervistare i congressisti, si dice tuttavia che la colpa sarebbe di un agente scomparso nella più disgustosa delle Intersezioni e che si nasconda lì in attesa di passare al nemico. Beh ragazzi, non resta che citare il dimenticato WSB quando avvertiva che sempre qualche agente è nel buio che osserva, perchè tutti gli agenti falliscono e tutti i resistenti tradiscono.

A proposito, vorrei potervi raccontare di una città che ci contiene e ci accoglie, o di un albergo che ci riunisce, ma, vedete, quest’onda ferma in lenta risacca intacca di continuo i contorni delle cose e i funzionari ti spariscono davanti mentre rilasciano dichiarazioni… E se prendi una scala o imbocchi un corridoio di sicuro sarai vittima di una curvatura improvvisa del perimetro, perchè qui è una Babele costruita su linee invisibili che si chiudono e si aprono l’una nell’altra in un punto sconosciuto della Terra. Perciò, cari e affezionati lettori, dopo qualche inutile e poco nobile capitombolo, ho anche io deciso di aspettare nella mia stanza, sperando che le pareti resistano e non si confondano con quelle della camera accanto.

Più precisamente siamo in attesa di un comunicato ufficiale e congiunto dei funzionari presenti. Per quello che ho potuto capire (ma vi prego, ciò che sto per dire è strettamente confidenziale), Jack, l’agente del nuovo mondo, è spacciato. Se non altro per averci costretto a venire fin quaggiù senza difese e con così poca aria…”.

Ciò che accadde fu che il Comando prese atto della mozione collettiva e dopo un imprecisato periodo di riflessione comunicò una decisione stranamente benevola. “Cattura. Tortura. Reimpostazione. Forse ne avremo ancora bisogno” (mare denso, sospiri di gole affogate, sole spasmodico e riflessi sull’acqua).

(continua)

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