CITTA’ D’ORIENTE (romanzo inedito) [8]

Sono tutte così le albe morte d’Oriente. Inerti dopo la corsa notturna e una nebbia fragile gravita sulle rive, luccichio molle di amebe verdi assiepate dopo il crepuscolo. Ovunque quel senso gelato. Quel che resta, pensò Jack.

Era tornato a rifugiarsi a Doha, la cui sovrana indifferenza mascherata  da miraggio di una collettiva crescita intellettuale, ben si conciliava col suo desiderio di nascondersi. Chiuse gli occhi nella casa dei computer e vide il ronzio di insetti del suq che gli offriva cibo in cambio di uno scatto, mentre lui selezionava scorci e aspettava ipnotizzato di vedere apparire l’immagine dal bianco click e zzzzzzz, sorprese un uomo nel viola, petto nudo erotico mosso dalla macchina dei sogni, in rapida giravolta ganci di luce ultravioletti (quella notte sognò un acquario e una vista sottomarina). Ma ancora una volta il mondo si dimostrò più veloce. “Ehi, Jack? Hai sempre la tua vecchia polaroid? Devi poter squilibrare la linea d’apparizione. È il mezzo più veloce. Il meno sospetto, Jack. Devi andare, Tokyo è in pericolo”. Il funzionario giunto a informarlo capovolse le pupille e svanì nel cono di luce. Bisognerebbe lasciarlo presto, questo mondo che fu così libero, ma che sta per cadere nelle mani del nemico, se il nemico è sé contro se stesso. Il regno dei ciechi è una legge redatta nei cimiteri all’ombra delle tombe, credendo che i morti non vedano, ma i morti anche quando risorgono alzano gli occhi e barcollano verso l’alto e i vivi hanno perso la vista tanto tempo fa.

Jack si domandò a cosa servisse davvero decidere se prendere o difendere la città. Molti anni prima a Gerusalemme, nei bar notturni dove le vergini fuggite dalle vasche purificatrici giungevano a regalare il loro volto triste alla deflorazione, aveva seguito il sacrificio di due sorelle stuprate dai rispettivi mariti, le quali cominciarono a sfruttare i colpi secchi nel ventre per umiliarli. Più quelli spingevano, più loro gridavano di piacere, gettando l’intera comunità nel caos. Tutti i giorni, al calar del sole, Jack le vedeva ascendere verso la collina sacra. Salivano silenziose e si arrestavano sul ciglio davanti al paesaggio. Poi, prima della lunga notte, respiravano. Se il nemico è uno solo, il problema non è più l’attacco o la difesa, ma la creazione di linee di demarcazione. Fu allora che le donne si trasformarono in angeli del male e usarono i cazzi e le bombe degli uomini per salvare gli umani. La donna fu la linea di demarcazione fra il nemico e il nemico. Colei che era là, straniera nella sua città. (Anche quell’indagine si arrestò. Un’asta nel deserto ridistribuì le donne sul territorio. Durante il lavaggio rimangono sott’acqua, ma lodore degli uomini in preghiera arriva fin là sotto. Si inaugurano campi di concentramento. I beduini le scopano sotto la luna. I carcerieri si fanno succhiare sul ciglio della strada. Solo le bombe salvano la vita. Che bel rumore).

(continua)

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