Archive for settembre 2010

ARTHUR PENN

settembre 30, 2010

Se ne va un altro grande. Qui sotto una sequenza dal suo capolavoro Night Moves (Bersaglio di notte)

LETTERA A UN’AMICA (SCRITTRICE) FRANCESE

settembre 29, 2010

Cara Hélène,

Senza dubbio la prima cosa è spiare se stessi. Il che è come chiederti: tu quando scrivi cosa guardi? E soprattutto: cosa ti riguarda? Altrove  – cioè un luogo il cui esser pubblico o pubblicato è ininfluente – avevo scritto: “Prima regola: l’agente segreto è una credenza popolare, una leggenda metropolitana. Il fatto stesso che lo si dica segreto misura la distanza fra le proprie convinzioni e la realtà. L’essere segreto si custodisce nella speranza che non sia vero. Ma è su tale speranza che l’agente deve agire perchè non venga mai denunciata la sua unica debolezza, cioè l’essere visibile a chiunque sempre, almeno quanto deve essere dappertutto e dappertutto in forme diverse. Segreto è sinonimo di visibile. E la visibilità è il primo irrinunciabile passo per acquisire segretezza. È necessario a un certo punto essere visti e proprio in quel momento procurarsi un fantasma di lato, occultare e occultarsi. Sbilanciare.

Jack comprese la sua intima natura di virus. Diffondersi in silenzio, mentire anche a se stessi sulla propria esistenza, contagiare, mantenersi incurabile, mimare una bellezza. Seppe qualcosa di sé solo quando gli fu chiaro che la sua casa era un posto qualsiasi oltre le linee amiche e nemiche e che i suoi rapporti sarebbero stati spediti a un Comando il cui primo obiettivo era di negarsi in quanto Comando. Si affannava per il quartier generale e non c’era nessun quartier generale”.

Non è affatto il rispecchiamento a interessarmi, perchè altrimenti dovrei credere al finalismo del caso (a ricorrenze ovviamente mai casuali), ma ciò che, oltre lo specchio, resta da e dello scrivere (il che significa, come tu sai bene, stare a guardia della morte). Per esempio reserve e liaison sono soglie, indagini preliminari (parole), che spalancano l’abisso nel quale dire qualcosa sui loro raccordi invisibili, sui raccordi invisibili prima ancora dei fatti, mentre l’agent si stupisce di vederle allontanarsi in stato d’ipnosi, come quando si vede una nave salpare e si aspetta il momento in cui sarà inghiottita dall’orizzonte. Si cercano allora r-accordi, impronte, nodi. E si incontrano spettri, lembi, ris-volti. A tal punto che può capitare, in così protratto riguardarsi, di riconoscere fatti e persone, papaveri e papà veri, perdendoli per sempre. (Ieri sera ancora ti ho pensato, quando al bambino faulknerianamente protagonista in flash-back di How Green Was My Valley, costretto a letto per un anno con le gambe ghiacciate fino alle ossa, viene regalato un libro che gli durerà fino alla prima-vera: L’isola del tesoro). E questa è la seconda regola dell’agente segreto: essere sempre in dis-accordo con io. Fare in modo che la parola lentamente appartenga all’altro, che ne provenga, fino all’incrocio celibe dove si diramano tutte (tutt’altre) strade. Ou peut-être les ai-je rêvés ?

(c’è anche una terza regola: “tutta questa morte diffusa (occhi scuri di finestre senza vetro, buchi neri, griglie cieche sotto tetti piegati), non è abbastanza per sostenere di non aver visto quella donna killer alle spalle. Bionda, il sole in faccia, si accarezza con studiata noncuranza la ciocca di capelli sul viso leggermente rivolto al cielo. E il suo unico pensiero è ucciderti”)

un abbraccio,

Lorenzo

COME STO? COSI’. (2)

settembre 25, 2010

COME STO? COSI’. (1)

settembre 23, 2010

CLAUDE CHABROL

settembre 16, 2010

Se ne va uno dei più grandi pensatori del Novecento.

INDICE DELLE MATERIE: INTRODUZIONE A UN LIBRO CHE NON C’E’

settembre 15, 2010

Indice delle materie

Al principio erano dei saggi: talvolta, prima ancora – ma è lapalissiano – delle letture. Benchè tutti editi e editati, filtravano racconti inediti (tutti eccetto due), desiderio d’altre corrispondenze, diciamo anche: ciò che si manca e che manca al tempo nello spazio della scrittura (altrimenti, erano film, o singole sequenze, anch’essi già in circolazione). Il tempo è la parodia di ciò cui anela – fra ricerca di accessibilità e progetto di conquista: lo spazio. Il prossimo villaggio, lo diceva in poche fulminanti righe Franz Kafka, è sempre fatica disumana: la macchina del tempo, senz’altro spazio appunto che quello di trovarsi o di ritagliarsi, del racconto (parodia del vivere, addirittura?). Erano già, bisogna dirlo, il puro e semplice – michelangiolesco – indice delle materie: saggi, racconti, parodie. In quanto tali, rigorosamente inetti e spuri. Rifiutati e rifiutabili (anzitutto dall’autore). Confutabili e confluibili in un romanzo (che si sta scrivendo). Appuntabili in rete come post-it: adesivi. Reindicizzabili, appunto. Squadernabili squadrabili rimaneggiabili verificabili: sempre meno racconti, e cioè, sempre più, racconto. Sciolti dal giuramento (sapete, no? Lo scrittore giura sempre a se stesso che stavolta). Ecco dunque, a seguire, la loro breve historia, la deriva e l’approdo di cose lette scritte viste interpretate: il racconto del sogno di un metodo. (Fra parentesi, si nota che viene qui custodita la domanda se i racconti da soli, senza l’attuale apparato, ce la farebbero. Per gli editori è un no sicuro. Alcuni amici, più scrittori di me, sono invece alquanto contrariati, benché ne riconoscano l’ironia d’insieme, per l’aver così composto trentatré brevi indagini che, all’inizio, avevo solo posto. Ma io li capisco: il loro sogno è il mio).

MONTE HELLMAN, VINCENT GALLO: ANCORA

settembre 11, 2010

MONTE HELLMAN: ROAD TO NOWHERE

settembre 10, 2010

Film grandioso, che riconduce il cinema al subconscio della visione, cioè alla ricerca della bellezza.

PROMESSE SCRITTE SULL’ACQUA

settembre 9, 2010

Poichè è già partito il linciaggio annunciato, si testimonia qui, in contro-tendenza, che il capolavoro – inteso come unico film capace di spostare e ridefinire il linguaggio – del festival di Venezia in corso è:

PROMISES WRITTEN IN WATER di Vincent Gallo

VENEZIA 2010: ESSENTIAL KILLING

settembre 5, 2010

E poi c’è il cinema.

Essential Killing di Jerzy Skolimowski