HIROSHIMA MON AMOUR/TWIN TOWERS

Forse per il cinema americano l’omicidio Kennedy ha lo stesso valore della bomba atomica per quello giapponese. Non l’omicidio in sé, ma la sua supposta triangolazione, così come in Giappone dell’atomica non conta l’impatto immediato, ma l’ordine mutante che resta nell’aria. La sua perfezione geometrica coincide con la sua potenzialità fantastica. Si può dire che, a livello di ossessione che diventa nucleo storico e visivo di tutte le immagini, il magistero di David Wark Griffith finisce con JFK. Da quel momento la corsa sfrenata e parallela diventa ricerca dell’immagine giusta, cioè giusto di quell’immagine deviante che non fa tornare i conti. La fine del magistero di JFK si chiama Twin Towers.

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