Archive for gennaio 2010

ON. MARONI E LEGA NORD: CRIMINALI E RAZZISTI

gennaio 26, 2010

A proposito di dove nasce il razzismo, ecco qualche prova provata. Guardate queste immagini, guardate questo affettato oratore, il Ministro Roberto Maroni, mentre parla quasi stupendosi della precisione e della furbizia delle sue parole, che oltre a instillare l’odio nelle e fra le persone, dovrebbero evidentemente distinguerlo dalla pochezza cialtrona degli altri delinquenti razzisti che si avvicendano sul palco. Lui, con la sua montatura d’occhiali alla moda, col capello curato, che diffonde violenza, ma occultandola sotto una per niente ben celata ipocrisia para-intellettuale, tipica di chi non può giustificare neppure a se stesso il potere che gli è stato consegnato: lui è il criminale numero uno di una formazione di criminali. ‘Buona’ visione.

Annunci

PERCHE’ L’ON. MARONI E’ DUE VOLTE CRIMINALE

gennaio 24, 2010

La nuova scusa per svuotare gli spalti degli stadi italiani – non bastando più il racconto menzognero di una violenza che, dentro gli stadi, non c’è più, né essendo sufficienti a svuotarli del tutto le pressioni delle televisioni – è che negli stadi c’è il razzismo. Superiamo l’assenza di vergogna del Ministro degli Interni, il quale proviene da un partito, la Lega Nord, apertamente razzista (razzista con chiunque, italiano o meno, non sia nato all’interno degli inesistenti confini della cosiddetta Padania)… Facciamo finta di nulla, e analizziamo. Ammettiamo pure che sia razzista il buuuuuh nei confronti dei giocatori neri e, in particolare, del giocatore Balotelli: perchè non lo è contro un giocatore bianco o giallo o verde? Evidentemente perchè si vuole dividere il mondo in razze. Così, nella serata di ieri, il coro reiterato nei confronti del giocatore Totti: “Ilary Totti a pecorina!”, è accettabile, in quanto insulto certo, ma non razzista, cioè volto solo a infastidire l’avversario. Ora, è mia convinzione che Balotelli sia lui stesso un provocatore e che, secondo le regole dello stadio, si cerchi di infastidirlo con quello che più può offenderlo, così come si decide, nel caso di Totti, di offendergli la moglie e di colpirlo negli affetti familiari. Ma ammettiamo pure, cosa plausibilissima nella miseria italiana, che qualcuno di quei buuuh verso Balotelli sia di ispirazione razzista. Bene, a quel punto l’On. Maroni, difensore delle libertà e dei diritti d’ogni essere umano, dichiara sicuro: negli stadi c’è il razzismo, una piaga che va combattuta. Ed ecco la seconda menzogna (perchè non si può credere che sia solo banale, anche se non innocente, ingenuità). Gli stadi, le curve soprattutto, sono lo specchio, in molti casi veritiero, di ciò che succede nella società in forma ben più ampia e radicata. Nelle curve non c’è il razzismo, ma arriva il razzismo. E arriva dall’esterno, da una società malata, incattivita, ignorante. E chi è che con le sue belle leggi e con la sua meravigliosa indifferenza e orribile intolleranza per il diverso da noi (vedi il tetto di immigrati nelle scuole, vedi il caso terribile di Rosarno), ha creato quel razzismo strisciante, quella tensione sociale continua che tanto fa comodo ai cosiddetti Stati democratici, che poi fra l’altro trova facili sponde in zone (giustamente) franche come le curve? Ebbene, la risposta, più che retorica, è: il governo in cui milita il Ministro Maroni. La strategia è sempre la stessa: creare un problema sociale e addossarne le responsabilità alla società civile (anche se tanto civile non lo è più). Il razzista è lui, ma il razzismo lo diffondiamo noi. Ringraziandolo di tutto questo, ripetiamo: lei On. Maroni è due volte criminale.

XTUBE: ENTOMOLOGIA II MILLENNIO (5)

gennaio 14, 2010

(youtube)


ADDIO ERIC ROHMER

gennaio 12, 2010

PERCHE’ L’ON. MARONI E’ UN CRIMINALE

gennaio 11, 2010

Perchè il Ministro degli Interni è un criminale? Certo, basterebbero le sue dichiarazioni subito dopo la rivolta di Rosarno: “In tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall’altra ha generato situazioni di forte degrado”. Basterebbero però solo ad accusarlo di malafede: da chi è stata tollerata? chi non ha fatto nulla di efficace? Forse per caso proprio il Ministro degli Interni? Forse per caso la legge Bossi-Fini? Troppo facile e insufficiente. L’on. Maroni non è solo un mentitore, l’on. Maroni è un criminale. Lo è per colpe morali che varrebbero bene un’azione penale o una rivolta, questa sì, di tutta la popolazione civile. Ma prima di affermare che l’Italia non è un Paese civile, analizziamo l’idea di civiltà di Maroni. Egli pensa che l’Italia debba essere un Paese chiuso agli stranieri e dunque si comporta in modo tale da rendere quasi impossibile la sopravvivenza di chi viene in Italia in condizioni di forte indigenza e di necessità. Quindi se qualcuno entra comunque, spinto dalla disperazione, sarà considerato: un clandestino, un fuorilegge, un nemico da respingere, un potenziale pericolo da rinchiudere o da deportare. Ed eccoci al primo crimine: crimine contro l’umanità (vedere per credere dove vivevano gli immigrati di Rosarno). E qual è il messaggio che viene trasmesso agli italiani? Signori, questi clandestini, oltre a essere pericolosi, vi tolgono il lavoro… Infatti, si sa, gli italiani sono un popolo che va a raccogliere le arance in Calabria, accettando quelle condizioni di vita di lavoro di salario… (che varrebbero una seconda rivolta: sono tanto diversi i precari di ogni campo?). Secondo crimine: insegnare ai giovani l’odio, l’intolleranza, il disprezzo per il lavoro, in poche parole fare in modo che l’Italia sia un Paese sull’orlo di una guerra civile e della violenza in genere, e poi negare tutto, negare la crisi economica, negare la miseria culturale (un popolo che sdegna i lavori più umili è un popolo malato), negare anche l’inefficienza delle leggi (ammettendo che dette leggi siano giuste). Ma non basta: Maroni – che in questo è il braccio armato del berlusconismo – se ne lava le mani e fa in modo l’Italia creda di essere lei stessa colpevole di questo stato di cose: la crisi non esiste, quindi se siete così arrabbiati è colpa vostra. Bene, la crisi (ripeto: a tutti i livelli: economico e culturale) è ben oltre la soglia, e sia gli italiani sia gli immigrati hanno tutte le ragioni di essere arrabbiati, anzi lo sono troppo poco. Che il lavoro stagionale in Calabria sia controllato dalla ‘ndrangheta è un problema degli italiani civili, o di un Governo che fa finta di nulla o che è apertamente colluso (Rosarno commissariata per infiltrazioni mafiose… piangere o ridere?), o di un Ministro  – vogliamo dire anche questo? – cui non importa nulla della Calabria e dei cittadini di Rosarno? L’ on. Maroni è colpevole e andrebbe subito processato per quello che sta facendo all’Italia in termini di rovina culturale e umana. Ci mette tutti uno contro l’altro e poi accusa l’anello debole che giunge disperato dall’Africa. Siamo sicuri di voler insegnare ai nostri figli cose così? Siamo sicuri di voler sottostare a questo degrado senza fare niente? Siamo sicuri di volere Ministri così? I diritti umani di chiunque non si barattano con nulla. Rosarno è un crimine che ha un solo colpevole: l’on. Maroni.

ABIURA DELL’ATTUALITA’

gennaio 8, 2010

Le democrazie occidentali si dicono tolleranti. Ma se c’è tolleranza, allora vuol dire che ci sono dei ‘diversi’, delle persone considerate ‘diverse’, che, in quanto tali, vengono tollerate. Di conseguenza la tolleranza delle democrazie è una falsa tolleranza. Di conseguenza le democrazie, oltrechè in crisi, sono dei regimi.

Ora, anche questa denuncia, in quanto più che ragionevole, resterà inascoltata. Perchè? Perchè il grido che si alza nel vuoto, si accorge che l’innalzamento della voce dipende dal fatto semplice e irrefutabile che colui che grida è anche colui che, suo malgrado (nel caso migliore), ha contribuito e contribuisce a fare quel vuoto. E anche questo, essere una minoranza subito assimilabile, è alla base della cosiddetta democrazia divenuta regime.

Non bisogna essere diversi né alternativi, ma altri e inconoscibili. Bisogna rifiutare ciò che ci presenta, il modo in cui il presente ci rappresenta. L’attualità è così prepotente, che va abiurata.

XTUBE: ENTOMOLOGIA II MILLENNIO (4)

gennaio 6, 2010

(tubeko)

Inquadratura fissa rasoterra. In fondo l’uscio chiuso e sulle piastrelle del pavimento due paia di scarpe. In primo piano un uomo, di cui non si vedono volto e piedi, è steso in bilico fra due sedie, a pancia in sotto, in modo che il pene penzoli eretto centralmente verso il basso. Sotto di lui, in posizione laterale poggiata sul gomito sinistro, una donna vagamente orientale, impugna il pene con la mano destra e lo masturba lentamente ma con forza, avvicinandosi anche con la bocca e offrendo contemporaneamente brevi colpi di lingua. Avanti così per poco più di un minuto, fino a quando lui comincia a ansimare. A quel punto la donna, senza smettere di muovere la mano, si abbassa in maniera da allineare la bocca alla verticale del pene, e continua. Lui grida sto venendo, lei risponde sottovoce vieni (il dialogo è in inglese). Lei beve tutto fino all’ultima goccia, fino a quando lui esausto esclama: Ok! Ok! Durata: 1′ 52”.