Archive for giugno 2009

TOPSY: ELETTROSHOCK PER UN ELEFANTE ovvero NASCITA DEL CINEMA COMMERCIALE E DELL’ELETTRICITA’

giugno 23, 2009

Th. Edison, 1903

UTILIZZATORE FINALE ovvero HO AVUTO RAPPORTI CON UNA ESCORT

giugno 20, 2009

Siete mai stati con una prostituta? Io si. C’è un’età in cui non vi è nulla di più eccitante, mia cara italietta. Avete mai pagato un’amica dopo ore di sesso, così per gioco, perchè è altrettanto eccitante? Io si. E l’amica, per il solo fatto di aver accettato quei soldi, è una escort? Sapete qual è il problema? Che un Presidente del Consiglio sia diventato un personaggio ricattabile? No, questa è la questione minore. Certo, più eticamente grave del pagare per fare sesso. Il problema è che a nessuno importa di nulla, che le piazze si riempiono solo per il tour estivo di Maria De Filippi. L’apatia assoluta e la disperazione di un Paese intero, come un pene che non si alza o una ragazza che si vende. Siamo tutti utilizzatori finali.

LA COSA REALE 2

giugno 17, 2009

naked-lunch

Naked Lunch, 1953-1991

PAURA DEL VOLO

giugno 12, 2009

Una forte turbolenza si è abbattuta sul nostro aereo. L’equipaggio e i passeggeri hanno atteso in silenzio, qualcuno continuando a mangiare, altri cercando di non far cadere il vassoio, lanciandosi occhiate di sfuggita. Si è spalancato uno di quei corridoi lisci e vuoti come se l’aria fosse aspirata via e il galleggiamento corrispondesse al precipizio. Succede così quando si muore? In ogni caso, certe delusioni quotidiane scompaiono, lasciando sospeso e sfilacciato all’orizzonte uno sciame di speranze bucate come cirri. La compagnia è l’Areoflot. Con malcelato cinismo, si fa in fretta a pensare: Aereo-flop. Eppure a Mosca dovrebbe attenderci la coincidenza per Tokyo. Le mani strette. Il cibo più freddo che mai.

PER DAVID CARRADINE

giugno 6, 2009

In ricordo.  Si scompare per riapparire. David Carradine kung fu.

NON DIMENTICARE

giugno 5, 2009

Prendersi del tempo per difendere la memoria e per pensare. Continuare a interpretare. Rinnovare la lotta.

LOST IN SPACE: J. J. ABRAMS

giugno 3, 2009

Diario di viaggio (senza data astrale). Abrams mi appare d’improvviso figura da seguire. Talmente affascinato dal paradosso temporale che è in sé la progressione seriale, da occuparsi (troppo presto troppo tardi) esclusivamente dello spazio. In Lost  lo spazio filmico arriva a coincidere con quello narrativo, la filmicità non è visiva ma strettamente legata al modellarsi del meccanismo, tanto da escludere l’identificazione con i personaggi, la cui presenza in scena si riduce via via, essendo parte di una macchina più grande (spionaggio totale dello spettatore che ‘vuole’ sapere indipendentemente da chi compie l’azione). In Star Trek siamo prima (prequel), ma solo per intensificare il dopo, rallentando il cinemascope in una poetica post-televisiva del primo piano che sta a metà fra l’ipertrofia di Michael Bay e il cinema-cinema di Brian de Palma. Ed ecco allora la soggettiva di Cloverfield e la terza puntata di Mission: Impossible, altrettanti lacerti temporali che insistono sullo spazio narrativo concesso all’occhio.  Forse tutto, per Abrams e quelli della sua generazione, ha inizio in letteratura, piuttosto che nelle evidenti passioni audiovisive: Pynchon, Dick…

spock

Star Trek  di J. J. Abrams