Archive for maggio 2009

LA FINE DELLA DEMOCRAZIA

maggio 29, 2009

E’ su quest’altra e più oscura faccia della potenza che oggi preferisce agire il potere che si definisce ironicamente democratico. Esso separa gli uomini non solo e non tanto da ciò che possono fare, ma innanzitutto e per lo più da ciò che possono non fare. […] Di qui il definitivo confondersi, nel nostro tempo, dei mestieri e delle vocazioni, delle identità professionali e dei ruoli sociali […] L’idea che ciascuno possa fare o essere indistintamente qualsiasi cosa, il sospetto che non solo il medico che mi esamina potrebbe domani essere un videoartista, ma che perfino il carnefice che mi uccide sia già in realtà, come nel Processo di Kafka, un cantante, non sono che il riflesso della consapevolezza che tutti si stanno semplicemente piegando a quella flessibilità che è oggi la prima qualità che il mercato esige da ciascuno.

G. Agamben, Nudità

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DA MARCO BELLOCCHIO A IDA DALSER, DA BERLUSCONI A NOEMI

maggio 25, 2009

Vincere, o dell’identità tra potere e morte. La psichiatria dello schermo in cui affonda l’Italia, oggi come allora. Melodramma politico. Gendarmerie certificati famiglia religione sicurezza: elettroshock sottile e ininterrotto. Figli non riconosciuti, poligamie, parlamenti da zittire, magistrature da demolire, mari che non sono oceani, ma certo, schiacciare Cartagine e ospitare minorenni nei bungalow nel giardino di casa. Un’unica perdita di senso e di senno spacciata per immagine. Per fortuna ci sono ancora grandi registi come Marco Bellocchio e donne coraggiose come Ida Dalser.

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SUPERCANNES: ELIA SULEIMAN

maggio 23, 2009

Che cinema è questa immagine dolorosa e malinconica che usa la ripetizione involontariamente comica della quotidianità per raccontare l’orrore e la disperazione di un popolo intero? Forse l’unico cinema realmente necessario, quello capace di abbattere un muro sintetizzando nell’effetto la causa, rendendoli speciali entrambi. Così resterà nella storia quest’unica sequenza di pura semplicità: il regista palestinese Elia Suleiman (nella parte di se stesso: il film racconta la storia della sua famiglia dal 1948 a oggi), davanti al muro eretto nei ‘territori’ da Israele, con un’asta olimpica prende la rincorsa e semplicemente salta dall’altra parte.

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Time That Remains di Elia Suleiman

SUPERCANNES: RAYA MARTIN, TAKASHI MIIKE

maggio 21, 2009

Meglio scoprire registi lontani e apparentemente inospitali, piuttosto che vedere macchine da soldi senza amore capaci delle piu’ grandi brutture mai realizzate (un esempio per tutti l’insopportabile e inutile lars von trier).

E allora. Sorprendente il giovanissimo filippino Raya Martin che fa un film politico costruendolo esclusivamente sul gesto specifico della metafora. Indipendencia. Grande film.

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E la saga eternamente rinnovabile di Takashi Miike, qui alle prese con un film esclusivamente muscolare, di scontro fisico e melodrammatico fra bande giovanili. Crows 2.

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SUPERCANNES: ALAIN RESNAIS, QUENTIN TARANTINO, SAM RAIMI

maggio 20, 2009

Tre film capitali. Tre film che rovesciano le attese, i luoghi comuni intellettuali e quelli, ancor peggiori, cult. Tre classici in senso stretto.

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Les Herbes Folles di Alain Resnais

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Inglorious Basterd di Quentin Tarantino

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Drag Me To Hell di Sam Raimi

SUPERCANNES: JOHNNIE TO, CLAUDE CHABROL

maggio 18, 2009

Vengeance di Johnnie To, nuovo tassello di un mosaico sempre piu’ fitto. Il punto di partenza e’ il classico Le samourai, tanto che To avrebbe voluto come protagonista Alain Delon. Invece ecco Johnny Hallyday, vendicatore che perde la memoria e non ricorda piu’ la sua missione. Nessuno come To e’ capace di risolvere visivamente delle gia’ grandi invenzioni di sceneggiatura. Indimenticabile la sequenza della battaglia nella foresta. Da vedere assolutamente.

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Bellamy di Claude Chabrol (marche’) film inquietante, follemente autobiografico, con un Gerard Depardieu sfruttato in tutta la sua possanza fisica. Sembra un storia semplice, molto alla Simenon, di poliziotto in vacanza, ma lentamente viene instillato il dubbio. Tutto il cinema di Chabrol e’ il racconto di un lapsus: l’immagine.

Bellamy

SUPERCANNES: PEDRO COSTA, PAUL SCHRADER

maggio 16, 2009

Alla Quinzaine des realisateurs passa film del portoghese Pedro Costa, Ne change rien, sul viaggio musicale dell’attrice e cantante francese Jeanne Balibar. Incredibile film, degno di Simpathy for the Devil o di Velvet Underground and Nico. Bianco e nero. Annullamento della distanza. Cancellazione dei corpi. Sparizione anche della musica. Spettralita’ assoluta. E’ come stare sul bordo di uno specchio e farsi sottili, di vetro.

ne change rien

Al Marche’ invece il nuovo sorprendente film di Paul Schrader, che riscrive la nascita d’Israele dall’interno di ospedale psichiatrico per sopravvissuti dei campi, ricordandosi della propria versione di L’esorcista, di L’enfant sauvage di Truffaut, di tutto John Ford, di L’ultima tentazione di Cristo di Scorsese… Bellissimo il recupero di un attore come Jeff Goldblum. Le scene dei campi durissime.

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SUPERCANNES: FRANCIS FORD COPPOLA

maggio 14, 2009

Ecco TETRO di Coppola girato in digitale in bianco e nero e a colori in Argentina con Vincent Gallo. Film immenso. Inizia come un Ruiz e poi ripercorre le tappe all’indietro verso altre giovinezze: Cimino, Bertolucci, Rusty il selvaggio (Rumble Fish), The Tales of Hoffman, Minnelli… Ancora una volta il melodramma familiare coincide col dramma della scrittura. Ma il romanzo-film e’ in codice e per leggerlo bisogna piegare lo specchio sulla pagina. La vita e’ in senso inverso.

tetro

SUPERCANNES: PIXAR, DARIO ARGENTO, STEVEN SODERBERGH

maggio 13, 2009

Nuovo film Pixar Up ancora una volta unica avanguardia del cinema americano. Come ‘scrittori’, Lasseter e Stanton, sono gli unici a tenere il passo delle geniali serie tv che si moltiplicano negli Usa. Non c’e’ un’inquadratura senza un’invenzione visiva e di dialogo. Bellissimo sintetico commovente.

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Al marche’ visti gli ultimi Argento (Giallo) e Soderbergh (The Girlfriend Experience). Del primo diranno malissimo. L’importante, come sempre con Argento, e’ non arrestarsi alle asprezze di sceneggiatura o al dialogo poco curato. Se si riesce in quest’opera di astrazione si notera’ perlomeno il gran finale… Protagonista la citta’ di Torino.

giallo argento

Soderbergh torna invece, dopo il capolavoro Che, alle atmosfere di Full Frontal, e il risultato e’ un film misterioso, un puzzle dove tuttavia non importa il meccanismo della scomposizione, ma il tempo perduto nel tentativo di recuperarlo a ritroso. Vedere per credere l’ultima sequenza. La protagonista del film e’ la pornostar Sasha Grey.

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SUPERCANNES

maggio 11, 2009

Da martedì 12 a venerdì 22 loresp in diretta dal festival di Cannestreno dei fratelli lumiere