Archive for aprile 2009

CHE COSA SIGNIFICA GUARDARE

aprile 29, 2009

Le immagini, pur iscritte sullo stesso asse (film?), si trasformano così rapidamente che sovente due tagli successivi non hanno più molto in comune (a prima vista), ma proprio perchè al tempo stesso lo sguardo ricostruisce senza fatica il gioco delle trasformazioni (o movimento).

ADDIO MARILYN

aprile 22, 2009

marilyn-chambers

Tre film inattuali

aprile 18, 2009

Il problema dell’attualità, intesa come forma di conoscenza del mondo, è la sua inesorabile produzione a ridosso degli eventi, ossia quel lasso di tempo in cui il ritardo, seppur minimo, costituisce anche la zona di massima manipolabilità. Da un lato lo spazio: il continuo farsi e disfarsi degli eventi; dall’altro il tempo: la percezione di tale tessitura. Ma cosa succede se questo groviglio apparentemente inestricabile, incontra delle fratture, dei crolli di diversa natura, delle spinte inattuali che da lontano interrompono la supposta armonia dell’universo chiamato comunicazione?

Ci sono dei film per esempio, così intempestivi, così singolari e personali, da emergere in un punto imprecisato del flusso compiendone un’erosione su ampia scala. Ponyo di Hayao Miyazaki, Two Lovers di James Gray, Gran Torino di Clint Eastwood sembrano in questo senso delle necessità grafiche e filmiche, che a un certo punto risalgono la corrente e si installano nel punto esatto in cui i conflitti si celavano, estraendone tutta l’intensità. Asimmetrici e emotivi (politici) come i loro eroi: così gonfi d’energia e desiderio da rovesciare sott’acqua il mondo; così goffi e claudicanti da sognare un equilibrio negli amori fragili di una realtà in caduta libera; così fuori serie da ricavare un motore nuovo di zecca in un universo in crisi di valori. Umani troppo umani? Si. Il loro scavo e la loro risalita coincide col segnare la distanza, col rischiare la difficile condizione dell’estraneità. Stranieri nella propria lingua, il cinema, da cui facilmente vengono indicati come opere minori (Miyazaki), ridicole (nella sala dove ho visto Two Lovers il pubblico rideva..), meramente sociologiche (Eastwood, la cui sensibilità per l’attualità sociale americana è davvero la cosa più ovvia e meno affascinante del film). È il rischio necessario di chi al contrario come Miyazaki incunea nei semplici pastelli della favola per nulla a lieto fine di Ponyo il sentimento di una catastrofe che incombe, il presentimento di un male misterioso nascosto in profondità. Di chi come Gray sbilancia tutto un mondo sconfitto e retrodatato impastandolo di dramma barocco, trasformando un popolo di fantasmi in ultima chance di ribellione. Di chi infine come Eastwood è in grado di cogliere il nucleo fondante e necessario dei conflitti, anzi di individuare proprio nelle diversità e nei confini invalicabili il segno vitale, la speranza anche quando si cammina sull’orlo dell’abisso.

Mentre noi siamo troppo nel tempo per cogliere lo spazio, queste immagini fuori tempo offrono in quanto tali l’unico possibile gesto contemporaneo: non comunicano, creano direbbe Deleuze. Rovesciano la prospettiva caricandosi il peso tragico di qualcosa che per nascere deve smarrirsi (e non è questo l’animazione: uscir fuori dalle formalità della visione attraverso l’impurità e la metamorfosi stessa delle forme?). Non sollecitano solo lo sguardo, ma alcune sue intensificazioni come il desiderio e la memoria. Sono urgenti proprio perchè rimosse, perturbante precipitato di fantasmi inattuali.

(uscito su Alias di sabato 11 aprile)

MNEMOSYNE

aprile 13, 2009

engramma2

Aby Warburg, engramma

Quaderni dal carcere (7) – Democrazia e dittattura

aprile 5, 2009

Esempio di dittatura: partiti sindacati associazioni vengono legalmente aboliti e incorporati nell’attività statale. Altrimenti definibile come accentramento legale di tutta la vita nazionale nelle mani del gruppo dominante. Cosa succede tuttavia se questo accentrameno, pur verificandosi di fatto, non abolisce formalmente la democrazia? Per esempio, come è fin troppo evidente, in Italia oggi?