Quaderni dal carcere (6)

Bisognerebbe fare come i contadini di una volta: rimuginare a lungo sulle affermazioni e sulle parole altrui, diffidare dei luccicori delle declamazioni, misurare, soppesare, pensare. La nostra epoca è organizzata in modo tale da rendere automatico veder l’albero e non più la foresta, il regolamento e non il piano strategico. Sconfiggere questo insulso universo di minuzie.

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Una Risposta to “Quaderni dal carcere (6)”

  1. faberex Says:

    Sante parole, il più delle volte si apre bocca solo per emettere rumore.

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