PERCHE’ L’ON. MARONI E’ DUE VOLTE CRIMINALE

La nuova scusa per svuotare gli spalti degli stadi italiani – non bastando più il racconto menzognero di una violenza che, dentro gli stadi, non c’è più, né essendo sufficienti a svuotarli del tutto le pressioni delle televisioni – è che negli stadi c’è il razzismo. Superiamo l’assenza di vergogna del Ministro degli Interni, il quale proviene da un partito, la Lega Nord, apertamente razzista (razzista con chiunque, italiano o meno, non sia nato all’interno degli inesistenti confini della cosiddetta Padania)… Facciamo finta di nulla, e analizziamo. Ammettiamo pure che sia razzista il buuuuuh nei confronti dei giocatori neri e, in particolare, del giocatore Balotelli: perchè non lo è contro un giocatore bianco o giallo o verde? Evidentemente perchè si vuole dividere il mondo in razze. Così, nella serata di ieri, il coro reiterato nei confronti del giocatore Totti: “Ilary Totti a pecorina!”, è accettabile, in quanto insulto certo, ma non razzista, cioè volto solo a infastidire l’avversario. Ora, è mia convinzione che Balotelli sia lui stesso un provocatore e che, secondo le regole dello stadio, si cerchi di infastidirlo con quello che più può offenderlo, così come si decide, nel caso di Totti, di offendergli la moglie e di colpirlo negli affetti familiari. Ma ammettiamo pure, cosa plausibilissima nella miseria italiana, che qualcuno di quei buuuh verso Balotelli sia di ispirazione razzista. Bene, a quel punto l’On. Maroni, difensore delle libertà e dei diritti d’ogni essere umano, dichiara sicuro: negli stadi c’è il razzismo, una piaga che va combattuta. Ed ecco la seconda menzogna (perchè non si può credere che sia solo banale, anche se non innocente, ingenuità). Gli stadi, le curve soprattutto, sono lo specchio, in molti casi veritiero, di ciò che succede nella società in forma ben più ampia e radicata. Nelle curve non c’è il razzismo, ma arriva il razzismo. E arriva dall’esterno, da una società malata, incattivita, ignorante. E chi è che con le sue belle leggi e con la sua meravigliosa indifferenza e orribile intolleranza per il diverso da noi (vedi il tetto di immigrati nelle scuole, vedi il caso terribile di Rosarno), ha creato quel razzismo strisciante, quella tensione sociale continua che tanto fa comodo ai cosiddetti Stati democratici, che poi fra l’altro trova facili sponde in zone (giustamente) franche come le curve? Ebbene, la risposta, più che retorica, è: il governo in cui milita il Ministro Maroni. La strategia è sempre la stessa: creare un problema sociale e addossarne le responsabilità alla società civile (anche se tanto civile non lo è più). Il razzista è lui, ma il razzismo lo diffondiamo noi. Ringraziandolo di tutto questo, ripetiamo: lei On. Maroni è due volte criminale.

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