LOST IN SPACE: J. J. ABRAMS

Diario di viaggio (senza data astrale). Abrams mi appare d’improvviso figura da seguire. Talmente affascinato dal paradosso temporale che è in sé la progressione seriale, da occuparsi (troppo presto troppo tardi) esclusivamente dello spazio. In Lost  lo spazio filmico arriva a coincidere con quello narrativo, la filmicità non è visiva ma strettamente legata al modellarsi del meccanismo, tanto da escludere l’identificazione con i personaggi, la cui presenza in scena si riduce via via, essendo parte di una macchina più grande (spionaggio totale dello spettatore che ‘vuole’ sapere indipendentemente da chi compie l’azione). In Star Trek siamo prima (prequel), ma solo per intensificare il dopo, rallentando il cinemascope in una poetica post-televisiva del primo piano che sta a metà fra l’ipertrofia di Michael Bay e il cinema-cinema di Brian de Palma. Ed ecco allora la soggettiva di Cloverfield e la terza puntata di Mission: Impossible, altrettanti lacerti temporali che insistono sullo spazio narrativo concesso all’occhio.  Forse tutto, per Abrams e quelli della sua generazione, ha inizio in letteratura, piuttosto che nelle evidenti passioni audiovisive: Pynchon, Dick…

spock

Star Trek  di J. J. Abrams

Tag: , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: